Scoperte

GelsominoScopro che il gelsomino, piantato a levante, vuole l’ombra al mattino perché il sole scamoscia le caduche gelsomine, che i punteruoli rossi sono emissari delle ditte produttrici dei costosissimi agenti chimici che, finalizzati al loro stermino li riproducono in regime di promisquità sesquipedale, infatti tutte le 8 palme del mio viale e la grande phoenix canarie antistante la casa sono defunte, che il ficus beniamino, amorevolmente trasportato da Palermo, voleva rimanere a casa e non morire assiderato sotto la iucca fintamoschettiera, che il roicisso romboideo, diligentemente appeso al muro della mia stanza è così empatico alla muffa tanto da sbiancarsi prima di cadere come d’autunno gli uomini. Che le coperte di lana, vabbé, tutto sbagliato nella mia vita.

p.s. e quella viola pansè che ha scolorito 140 caratteri della prima edizione, Una Lira, delle ultime lettere di Jacopo?

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Alle impiegate delle grandi catene Mondadori

scrofa 2è come se le signorine che nascondevano sotto il banco negli anni cinquanta le pruriginose lettere di jacopo ortis insieme ai loro versopensieri stampigliati di crocecuorifissi disattendendo dante e l’universomondo avessero ripreso il sopravvento e l’editoria della sconoscenza dalla tamaro in poi fosse loro grata per questo rinato effluvio di studentesse omertose determinate al non so veda al piano di sopra o peggio chieda alla mia collega scacazzando felici nel loro luogo di desiderio massimo che non è il porcile ma la libreria mondadori dove il nulla grufola facendosene una ragione