ROMANO VS SANGUINETI (per il compleanno delle onomatopee)

io ti farò cucù e curuccuccù, ragazzina lavandarina, se mi bacia il tuo bacio / a chi vuoi tu: ti farò reverenza e penitenza, questa in giù, quella in su, / suppergiù: e tra i tonfi dei miei gonfi fazzoletti poveretti, ti farò, con le mie pene, / cantilene e cantilene: e ti farò cracrà, crai e poscrai, in questa eternità / del nostro mai, e poscrigna e posquacchera, da corvo bianco, e stanco, e sordo / e torvo: / ma tu, prepara qui, al mio picchio la nicchia del tuo nicchio: di più, / prepara, al mio domani, i cani nani delle tue umane mani, le viti dei tuoi diti / mignolini, le microsecchie delle tue orecchie, le arance delle tue guance, il mini- / vaso del tuo naso, l’albicocca della tua bocca, i corbezzoli dei tuoi capezzoli: / e con entrambe quelle tue gambe strambe preparami anche le anche stanche tue, qui / per noi due: per me, vecchio parecchio, prepara, nei tuoi occhi, uno spicchio di specchio: / io ti farò così, lo sai, lo so, vedrai, lì per lì, il mio cocoricò e chicchiricchì: //

(Edoardo Sanguineti, Bisbidis, Feltrinelli 1987)

/ E l’uno va su / e l’altro va giù: / tal donna ven giù, / che non lassa passare: / – Bisbis bisbidis / bisbis bisbidis / bisbis bisbidis – / l’udrai consigliare. / Quivi babbuini, / romei, pellegrini, / giudei, sarracini / vedrai capitare. / Tatim tatatatim / tatim tatatatim / sentirari trombettare. / Balif balauf / baluf balauf / baluf balauf / udrai tringuigliare. Di giù li cavalli, / di su i pappagalli, / in la sala i balli / insieme operare. / dudu dududu / Dudu dududulu / dudu duddudulu / sentirari naccherare. / Ma quel che più vale / (e al sir non ne cale) / veder per le scale / taglier trasfugare, / con quel portinaro / che sta tanto chiaro, / che quel tien più caro / che me’ ne sa fare!/ Qui de li ragazzi / vedut’ho sollazzi / che mai cotal pazzi / non vidi muffare. / Qui non son minazze / ma pugna e mostazze; / e visi con strazze / e occhi ambugliare. / Gegi gegegì / gegì gegegì / gegì gegegì / gli uccelli sbernare. / …

(Immanuel Romano, Bisbidis a messer Cane della Scala, 1261)

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I coglioni dicono

I coglioni diconoI coglioni dicono: bé, se è Edoardo Sanguineti, va bene, è un nome.

I coglioni dicono: bé, se questo Matteo Salvini piace tanto, invitiamolo.

I coglioni dicono: bé, se il presidente non c’è rimandiamo e aspettiamo che arrivi.

I coglioni dicono: bé, c’è proprio bisogno di leggere tanto? e allora il naso a che serve?

I coglioni dicono: bé, cos’è in sostanza un coglione.

I coglioni dicono: bé, ce la mettete questa fotografia, non tanto perché ci sono pure io.

I coglioni dicono: tu ci metti il titolo ca io duoppo ci miettu ‘u piezzu, ‘u sfiziu, ‘u peperonicino.

I coglioni dicono: bé, questo pesce abbocca o non abbocca?

Non abbocca coglioni.

Oggi il mio stile è non avere stile

 

da Bisbidis

 

zinne & zanne in zanzariera,

zìngare con zigàni in zuccheriera,

zecche di zecca & zane di zerbini,

zanfate di zolfare in zatterini,

zobre alla zuava, a zimarre, a zucchetti,

zighe zaghe di zuffe con zibetti:

zuppo di zeta è il zozzo zibaldone,

zampilla zuppa di zuzzerellone:

 

(Edoardo Sanguineti, 1987)