Abbasso Obama

 

abamaIl matrimonio è la fine

tutte le fini sono mortali

donc le mariage est mort

Annunci

Dell’importanza di non andare a mare

mia nonnamia nonna non conosceva il mare ma

sapeva ballare

era grassa bassa tozza ma

sapeva ballare

non sapeva cosa fosse il mare

mio nonno era un ufficiale

anche se non sapeva ballare

bello alto impettito ma

anche lui non sapeva cosa fosse il mare

mia nonna gli insegnò a ballare ma

proprio non sapeva ballare

gli indicò il cielo ecco questo è il mare

così imparò a ballare

Delle difficoltà del cacare

Della difficoltòStagnino, bisacquino, portantino, desideroso di acquitrino, e subito le sue dita correvano nel gessato molto fine. Lei invece disegnò un pomeriggio e non ricordò la data. Senza data non si può. Stagnino, bisacquino, portantino, acqui acqui acqui, no, non si può. Intanto gli mancava il respiro. Che pesante esperienza la vita sindacale, non vaccinata contro le intemperie stoppate. Ma a un tratto qualcosa, dalla calotta della tavoletta, trovò allegra la morte.

C’era Giacomino Leopardi

stefano fassinaC’era Giacomino Leopardi nel vostro partito, ve lo siete lasciati scappare, ma possibile che voi del PD siete tutti danteschi, c’è chi balbetta e chi sculetta, e voi preferite chi sculetta? Essendo un elettore non chiamato al voto, voto l’immarcescibile sorriso di Stefanino Fassina.

Grazie a tutti

me l’avete ricordato, così ieri mattina ho potuto farmeli anch’io

Riceviamo e pubblichiamo: Elio Coniglio

ombra rosa

Ho fretta, una dannatissima  fretta…  Passo rasente ai muri delle case spuntando i peli  ormai non più biondi del mio braccio su cementi pietre metallii legni…  Nel preciso istante in cui il terreno sotto i miei piedi  cede e io  comincio poco  alla volta a sprofondare in una mota collosa che pare non desideri altro che inghiottirmi, avverto su di me il tanfo del Tempo e, sotto il suo peso schiacciante, il flusso dei pensieri  rallenta e ogni mia  follia, ogni mio sogno perde il proprio smalto…  Di punto in bianco, dietro di me, il silenzio avvilente viene frantumato dal rumore di passi sveltisvelti , sempre più vicini. Passi che mi sono familiari ma che, col crescere dell’angoscia,  non riconosco…  Con uno sforzo sovrumano mi drizzo sulle ginocchia tremolanti e mi strappo dalla risucchiante morsa collosa poi, un solo battito di ciglia dopo, mi metto a correre più veloce che posso…  Faccio il giro dell’isolato e, col cuore in gola, mi ritrovo alle spalle della mia ombra arenata negli abbrutenti  grigiori quotidiani  di questo luogo…   

 

* foto di Rosa Mastrandrea

Alberi da lettura

legni da lettura (1)Anni fa Gabriello Montemagno prestò, per ragioni di studio, un raro libro di Luigi Natoli a un professore universitario sul cui nome glisso. Fu restituito, brevi manu, sottolineato, solcato, evidenziato, orecchiato, traforato dalla prima all’ultima pagina. “Mentre stringevo i pugni, la mia incredulità li trasformò in lacrime e non riuscii a colpirlo”. Raro sarà anche il libro a venire, magari stampato su carta Zerkall-Butten e sovracoperta Hahnemuhle in carattere Garamond monotype corpo 11, per le edizioni Henry Beyle. Avendo tra le mani “Breve storia degli alberi da lettura” di Giuseppe Barbera, il cui titolo amoreggia col piacere e col profumo della carta, il libro torna a essere un oggetto d’affezione, da proteggere dall’assalto dei barbari risigillandolo col cellophan o con una modificata cintura di castità. “I libri sono fatti della stessa materia degli alberi”, e Barbera in 40 paginette intreccia una collana di chicche, per esempio, questa: per dare maggiore risalto alla scrittura ma, anche per non danneggiarle irreversibilmente, si spalmava sulle tavolette di legno uno strato di cera. L’incisione delicata li esponeva però a qualche rischio, “lo sapeva Aristofane che ne Le nuvole, per cancellare le prove di un processo, suggerisce di porle al sole”. Squagliata la cera le tavolette tornavano perdippiù riscrivibili. Copia, taglia, incolla.

gabriello montemagno

* nella foto lo scrittore e attore Gabriello Montemagno, costretto ormai a girare per Palermo in un preservativo involucro di plastica