La picchiavo poco

  • .assasuca

    Chi aspettavate? – Mia moglie, è scappata con un piazzista. Pensavo venissero in questo albergo. – Anche la mia è scappata. – Non lo so perché l’ha fatto. La trattavo bene, la picchiavo poco.

    * dialogo tra l’albergatore e uno dei banditi

    **Nella foto Van Heflin in “Quel treno per Yuma”, Delmer Daves, 1957.

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Covato negli intestini

il ragnoLa mia scrivania, dovrei chiamarlo il mio scrittoio, oppure le mie lettiere ottocentesche, oggi, hanno partorito il ragno. Non ho più gli occhi buoni per metterlo a fuoco, fotografarlo bene. So che ha insistito per uscire da un centinaio di anni. Covato negli intestini dell’ebano chiaro, partorito con l’incertezza cesarea del ritardatario, tra le troppe macchie che hanno finto di essergli fratelli. Il ragno è uscito e si è subito spento, una lunga vita di rosicchiamento, poi finalmente la luce e la morte. Piatto, insieme ai suoi finti ma agognati fratelli, le macchie.

Altri incipit (Tommaso Landolfi)

– Ma insomma cos’è questa agitazione: e sta’ un po’ buona! Bada, viene…

– Chi?

– Chi! il… il Pitecantropo.

– Pi-te-can-tro-po?

– Eh sì.

– E chi è?

– E’ uno che sta qui sotto; perciò se pesti troppo si potrebbe arrabbiare.

– Dove qui sotto?

– Ma proprio qui, sotto questo cortile.

– Un uomo?

– No, già! E’ una bestia grande grande.

– Quanto grande?

– Bé, vedi quella porta? Lui è più alto di un bel po’, quasi il doppio.

– Accidenti! e come fa a passarci?

– A passarci: e perché ci dovrebbe passare? Lui non entra mai in casa.

– Ah, non c’entra.

– Mai, o quasi mai. E se poi dovesse entrare si china, anzi si piega in due.

– Ma che forma ha?

– Ha la forma di un uomo, solo che è tutto peloso. Del resto, sai, io lo chiamo bestia per intenderci, ma non è proprio una bestia… E’ uno, ti dico.*

* Tommaso Landolfi, Il Pitecantropo, in Il Principe infelice, Adelphi

copulano

Yng e YangPoi ci sarà un giorno, in piena estate, in cui calerà improvvisamente la temperatura, la nebbia avvolgerà le sdraio, nasconderà alberi e persone, penserò un’eclisse, un abbassamento della vista, penserò anche le stagioni copulano.

Un barbiere in campagna

tagliaforbiciC’é un barbiere a Tusa, ha bottega al km 3, tra contrada Voglino e contrada Camarretta. Il salone è cubico, le vetrate scoprono i quattro punti cardinali del territorio che dal bosco di Tardara girano sino al mare, nuotano attraverso le case del paese poi tornano al bosco. C’è una fila di capelluti e barboni e turisti barboni e capelluti che non aspettano altro che farsi decapitare quei peli noiosi, giornalmente impertinenti. La sala d’attesa è un corridoio protetto da vetrate in plexiglas che, col sole, ondeggiano turbolenti e trasformano la luce in barbagli. Molti odori tra le sedute, dalla citronella alla menta, dalle rose antizanzare, ai soffioni che sostituiscono, per la gioia dei bambini, i seggioli con finti cavallini. Il barbiere è svelto e bravo, anche lui profuma di campagna, sciampagna chiama la sua lozione segreta con cui rinfresca tutti a fine taglio. Non usa forbici ma, le sue stesse dita, forgiate e limate da un suo vicino, il forgiaio di campagna che sa fare giuochi di  fuoco con le sue martellate all’incudine. La coda di clienti è imponente ma se volete venire prendetevi tempo, considerate che questo articolo è stato scritto il 26 maggio del 2027, uscirà il 27.

Ai maiali

amaiaòe

ai maiali piace rotolarsi nel fango non nello sterco, agli uomini strusciare le dita nella coglia e odorarsi, i maiali lo fanno alla luce del sole, gli uomini nell’ombra, ai maiali piace nasum ad nasum, agli uomini, nasum ad culum, i maiali non sono grassi, gli uomini tendono a diventarlo, i maiali sentono la paura della morte e strillano contro dio quando stanno per essere macellati, gli uomini se ne fanno una ragione.

Sartoria vertebrale

Tra metameri di normale morfologia

con intensità di segnale in atteggiamento lordotico

conservato

seppure parzialmente lombarizzato in S1

Tra regolare spessore e idratazione dei dischi intersomatici

con armonico profilo e building prevalente

in L4 e L5

ma dolce impronta sacculare

Tra building in L5-S1

con maggiore progressione a sinistra

senza riduzione del clivaggio preradicolare

in sede di neuroforame sento di potere dire che sto bene