eh?

Senza titolo1Eh, che ne dite, sono io o non sono io? Buona domenica

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L’asino antidromedario

fotoL’asino antidromedario non ha gobba. Vive di avvallamenti nelle valli siciliane. Ha preso tante di quelle bastonate, più degli improperi animali del suo padrone. Non raglia più, ogni mattina lascia ragliare il suo padrone. E quando a mezzogiorno rimane solo si dà vita con la sua bella asinella.

Benedetta cucina e la televisione gnam

Senza titolo1Gnam. Abbiamo scoperto dopo trent’anni che solo l’odio ci sazia. Nessun programma televisivo ha placato la nostra fame. Abbiamo seguito ogni suggerimento culinario con la speranza di farcela, osservanti devoti genuflessi a boccaperta in attesa dell’ostia di suor Benedetta.  Io non sono mai stato un buon olio di pietra, tu raccapricciante come un goffo sformato bruciacchiato. Il sogno di una vita comune a tavola finito in un’app per single scaricata di nascosto. Una vita zeppa di imprecazioni per non essere stati risoluti. Dopo trent’anni abbiamo serrato la testa sotto il cuscino, bombata di aspirine per avere simulato ingordi prodigi flambé. Cercavamo una strada, la perdizione possibile in una televisione a tre stelle. Certo mangiare non è un mestiere facile, odiarsi invece sì. Ma io ti odiavo tu mi odiavi e non ci siamo neppure succhiati un dito.

A propos di puttane (in coda a un articolo di Pietrangelo Buttafuoco)

Senza titolo1Ce n’era uno che cominciava a spogliarsi davanti noi in attesa: chi ci taliati? (che guardate), accussì n’allistiemu (così facciamo più presto). Ce n’era un altro accompagnato a forza dal Gatto e la Volpe, che poi riscuotevano dal ricuttaru (lett., raccoglitore di ricotta) la meritata quotaparte. C’era un ragazzino, quello della prima volta con il Gatto e la Volpe che, in tutte le donne che incrociava, riconosceva la faccia di quella puttana che l’aveva così spaventato. Non sono io, si chiamava John Cassavetes.

L’utilità sociale di una mosca

Senza titolo1 copiaQuale l’utilità sociale di una mosca? Intanto dare un cognome a personaggi di spicco.  Gaetano Mosca, insigne giurista e polemista palermitano nato nel non lontano 1858, ma anche Giovanni Mosca che seppe deridere Bottai. La mosca è un inienettore: senza la mosca come avrebbe fatto David Cronenberg a realizzare il suo migliore film o quel polacco, di cui non ricordo il nome, che della mosca seppe registrare visivamente il ronzio.  La mosca è involontariamente allenatrice – o allenatore se è un moscone (moscon uan) – dei nostri adduttori nell’inumano tentativo di schiacciarla. La mosca è stata abbrivio etilico- terminologico del miglior vin dolce siciliano, il moscato. Ha prestato derivati plurali all’Italia, per esempio a geniacci della autorialità televevisiva  come Moscati, non a caso battezzato Italo. La mosca gira sempre attorno, uguale, anche se l’abbiamo schiacciata undicimila volte.

Il 59° mistero di fatima

Senza titolo1Domenica passeggiata finale a San Mauro, verso la piramide di Mauro Staccioli che celebra il rito della luce voluto da Antonio Presti  per il solstizio d’estate. A metà strada ci fermiamo, non stanchi non sudati, semplicemente miracolati dalla visione del 59° mistero di Fatima: sull’onda calma e blu di Antonio di Palma, fluttua la bianca Ofelia come un gran giglio, fluttua lentissima, in piedi tra i suoi lunghi veli. S’odono da lontano, nei boschi, hallalì. Ci vuol poco a cambiare programma, anzi, siamo obbligati a finir hallalì  la nostra passeggiata.

Hallalì

Hallalì

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