PREGHIERA 1976

40 anni fa Pippo Tutone, Giovanni Menni, Francesco Gambaro donarono ai soci del loro circolo una preghiera del Corano in cotto siciliano, una storia Zen in carta di riso, un concerto di musica indiana e africana. Cominciò da quel 14 dicembre l’inizio della fine del terzo pianeta, preceduto dalla proiezione de L’Uomo che cadde sulla terra di Nicolas Roeg.

 Preghiera in cottoAh sìTamburino Corano

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DOPO I BAFFI DI DALI’ RITROVATO INTATTO ANCHE IL NASO DI GOGOL

DOPO I BAFFI DI  DALI’  RITROVATO  INTATTO  ANCHE IL NASO DI  GOGOL

FRANCIS ALYS

 

Francis Alys, Mondadori Electa, 2014

Untitled (Kabul), 2011, olio su tela su legno, 13 x 18.1 x i.2 cm

STANOTTE MI SONO SVEGLIATO VEDOVO

La mancanza di tutto mi impedì / di avvertire mancanze minori. / Se non si presentava qualche evento / più vasto dello smuoversi di un mondo / dai suoi cardini, o dall’estinzione del sole – / non c’era nulla che mi persuadesse / a sollevare per curiosità / gli occhi dal mio lavoro. //

Emily Dickinson, 985, Mondadori 1997

CUCITURE

C U C I T U R E

STORIE DEL SIGNOR JFK (96)

Perché JFK tutto il giorno traffica con forbici, tagliabalsa, rasoi, cesoie, decespugliatori, seghe elettriche, denti? Perché, da alcun tempo, unghie, sopracciglia, capelli, barba, barba&capelli, peli pubici e peli interinali, peluria-baby e peluria-darwin crescono a ritmo neo-anti-col. Se gli australiani tagliano la testa alla statua di James Cook, se gli Isis gambizzano le colonne tetrapile di Palmira, se i palermitani azzoppano i cavalli di bronzo del teatro Politeama e se a Berlino a Berlino a Berlino… perché JFK non riesce a decapitare i baffi di Taras Bul’ba, la barba e le treccine di Asdrubale? che quelle gli scappano anche dallo specchio.

LAVORARSI

Tusa Stone, 2017

INVECCHIARE, PROBLEMA PER ARTISTI

Nei tempi remoti Prassitele / stendeva intorno a sé con maglie d’oro / percuotendo la pietra / i suoi ideali d’alabastro / esprimendo tutto / il lessico dello scultore / in sillabe visibili / Creò alberi di bronzo / su uno pietrificò un camaleonte / fece volare / colombe di pietra / I suoi compassi misurarono ponti / e amanti / e certi esseri ultraterreni che / fermò nel loro viaggio polveroso / verso la morte / Così non la raggiunsero più / E quasi si può ancora vedere / il loro respiro / I loro fissi occhi di pietra / da tremila anni / quetano il nostro timore d’invecchiare / anche se Prassitele stesso / a ventotto anni era già morto / perché la scultura non è / per giovani / come Costantino Brancusi / molto più tardi / ebbe a dire // *

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  • *Lawrence Ferlinghetti, da Pictures of the Gone World, City Lights Books, 1955
  • **Lawrence Ferlinghetti at the One World Poetry Festival, Amsterdam, 1981